
CAM Edilizia 2026: cosa chiedono all'automazione negli appalti pubblici
I nuovi Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia non parlano solo di materiali: rendono obbligatoria l'illuminazione intelligente in classe B e premiano i BACS in classe...
Aggiornato al 15 ottobre 2026
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Quando si parla di Criteri Ambientali Minimi, la mente corre subito ai materiali: contenuto di riciclato, calcestruzzi, legno certificato, gestione del cantiere. È comprensibile, perché quella è la parte più corposa del documento. Ma chi progetta e realizza impianti farebbe un errore a fermarsi lì. I nuovi CAM Edilizia, in vigore dal 2 febbraio 2026, contengono requisiti molto precisi sull'automazione degli edifici pubblici, e in un caso arrivano a premiare esplicitamente la classe A dei sistemi BACS. Vediamo cosa dicono, leggendo direttamente il testo.
Cosa sono i CAM e perché contano
I Criteri Ambientali Minimi sono i requisiti ambientali che le stazioni appaltanti pubbliche devono inserire nelle gare. Per l'edilizia, il nuovo decreto del 24 novembre 2025 ha sostituito i criteri del 2022 e si applica sia ai servizi di progettazione sia ai lavori. In pratica, ogni scuola, ospedale, sede comunale o edificio pubblico che venga costruito o ristrutturato con fondi pubblici deve rispettarli.
Il documento è strutturato in criteri obbligatori, le specifiche tecniche che il progetto deve rispettare, e in criteri premianti, che la stazione appaltante può valorizzare con punteggi aggiuntivi in gara. Tutto ruota attorno a un documento centrale: la Relazione CAM di progetto, che il progettista deve redigere fin dal progetto di fattibilità tecnico-economica, spiegando criterio per criterio come il progetto li rispetta.
Il requisito obbligatorio: l'illuminazione intelligente
Il primo punto che riguarda direttamente il nostro lavoro è il criterio sugli impianti di illuminazione per interni. Il testo è chiaro: il progetto deve prevedere sistemi di gestione degli apparecchi in grado di accendere, spegnere e regolare la luce in modo automatico, su base oraria e in funzione degli apporti di luce naturale, così da raggiungere la classe B delle funzioni di controllo dell'illuminazione secondo la UNI EN ISO 52120-1. La regolazione deve basarsi sulla rilevazione dell'occupazione, sul livello di illuminamento esistente e sulla fascia oraria.
Il requisito vale per gli edifici non residenziali e, negli edifici residenziali, per le aree comuni. Si applica alle nuove costruzioni, alle ristrutturazioni e anche alla manutenzione quando si sostituiscono gli impianti di illuminazione. Il criterio fissa anche un requisito di durata per le sorgenti LED in abitazioni, scuole e uffici.
Tradotto in pratica: in un'aula scolastica o in un ufficio pubblico, l'illuminazione con semplici interruttori non è più conforme. Servono sensori di presenza e di luminosità, regolazione dimmerabile e una logica che coordini il tutto. È il terreno naturale di tecnologie come DALI-2 e KNX, e soprattutto di una progettazione che sappia dimostrare il raggiungimento della classe richiesta.
Un esempio concreto. In una scuola con aule esposte a sud, un sensore combinato di presenza e luminosità per ogni aula, collegato a plafoniere dimmerabili, abbassa la luce delle file vicine alle finestre nelle ore di sole e la spegne quando la classe esce per la ricreazione o la palestra. Durante le vacanze e le ore notturne, una programmazione oraria impedisce che qualcosa resti acceso per dimenticanza. Sono funzioni semplici, ma in un edificio con decine di aule fanno una differenza enorme sui consumi.

Il criterio premiante: la classe A dei BACS
Il secondo punto è ancora più interessante. Tra i criteri premianti c'è quello dedicato al sistema di automazione, controllo e monitoraggio dell'edificio: viene attribuito un punteggio al progetto che preveda un BACS in classe A secondo la UNI EN ISO 52120-1. Non solo: il sistema deve consentire al committente di monitorare gli indicatori di prestazione energetica, idrica ed eventualmente di altre risorse, e assicurare che l'edificio funzioni al meglio grazie alla gestione automatica degli impianti.
Anche la verifica è precisa. La Relazione CAM deve includere il progetto del sistema di monitoraggio, o le prescrizioni per migrare quello esistente, e va presentata una dichiarazione che asseveri che il sistema installato è in classe A secondo la UNI/TS 11651, la norma che definisce la procedura di asseverazione dei sistemi di automazione rispetto alla 52120-1. Il testo richiama anche lo Smart Readiness Indicator, lo schema europeo di valutazione della predisposizione all'intelligenza degli edifici.
Il criterio è pensato in particolare in vista di un successivo contratto di prestazione energetica, coerentemente con i CAM per i servizi energetici del 2024, che per gli edifici pubblici chiedono già la classe B e premiano la classe A. Il messaggio è chiaro: negli edifici pubblici l'automazione non è più un accessorio, ma lo strumento con cui misurare e garantire le prestazioni nel tempo.
Gli altri punti di contatto
I CAM toccano l'automazione anche in modo meno esplicito. Il criterio sulla qualità dell'aria cita le aperture motorizzate e automatizzate per il raffrescamento notturno, che nella valutazione dello Smart Readiness Indicator vanno considerate componenti dinamici dell'involucro. E il criterio sul BIM chiede, quando la progettazione in BIM è obbligatoria per il Codice dei contratti, che il modello contenga anche le informazioni ambientali richieste dai CAM: un ulteriore motivo per far entrare impianti e automazione nel modello fin dall'inizio.
Cosa significa per progettisti e integratori
Per chi progetta, i CAM chiedono di dimostrare, non di dichiarare. La classe B delle funzioni di illuminazione va documentata nella Relazione CAM; la classe A del BACS, se la stazione appaltante la premia, va asseverata secondo una procedura normata. Servono quindi tabelle delle funzioni, progetto del sistema di monitoraggio e una conoscenza solida della 52120-1 e della UNI/TS 11651.
Per chi realizza, cambia il livello di responsabilità. Un sistema che in gara ha portato punti perché dichiarato in classe A deve poi esserlo davvero a impianto finito, con una messa in servizio verificata e una documentazione che regga un controllo. Le imprese che sapranno garantire questo passaggio, dal progetto alla prestazione reale, avranno un vantaggio competitivo concreto negli appalti pubblici.
Per le stazioni appaltanti, infine, c'è un'opportunità spesso sottovalutata. Il criterio premiante sulla classe A non è un obbligo, ma sceglierlo significa dotare scuole e uffici pubblici di edifici che si possono misurare, gestire e ottimizzare per decenni. In un momento in cui i bilanci energetici pesano sui conti degli enti, è uno degli investimenti con il ritorno più sicuro.
In sintesi
I nuovi CAM Edilizia confermano una tendenza che ritroviamo in tutte le norme del 2026: la UNI EN ISO 52120-1 è diventata il linguaggio comune dell'automazione. Lo usa il Decreto Requisiti Minimi per gli obblighi, lo usa il Conto Termico 3.0 per gli incentivi, lo usano i CAM per gli appalti pubblici. Chi la conosce a fondo, e sa tradurla in impianti che funzionano, parla la lingua che il mercato pubblico e privato sta chiedendo.
Domande frequenti
Da quando sono in vigore i nuovi CAM Edilizia?
Il decreto del 24 novembre 2025 che sostituisce i CAM del 2022 si applica dal 2 febbraio 2026 alle gare per servizi di progettazione e lavori di interventi edilizi pubblici.
Cosa chiedono i CAM per l'illuminazione degli edifici pubblici?
Sistemi di gestione che accendano, spengano e regolino automaticamente la luce su base oraria, in funzione della luce naturale e dell'occupazione, raggiungendo la classe B delle funzioni di controllo dell'illuminazione secondo la UNI EN ISO 52120-1, negli edifici non residenziali e nelle aree comuni dei residenziali.
I CAM premiano i sistemi BACS?
Sì. Il criterio premiante sul sistema di automazione, controllo e monitoraggio assegna punti ai progetti con un BACS in classe A secondo la UNI EN ISO 52120-1, con monitoraggio degli indicatori di prestazione e asseverazione secondo la UNI/TS 11651.
Come si dimostra il rispetto dei CAM?
Con la Relazione CAM di progetto, redatta fin dal progetto di fattibilità tecnico-economica, che spiega criterio per criterio le scelte progettuali e i relativi elaborati.
Alessio Vannuzzi è ingegnere elettronico, CEO di Ohmega Progettazioni e KNX Tutor. Coordina KNX Professionals Italia ed è membro del CEI CT 205 e della commissione UNI/CT 272 del CTI. Dal 2009 progetta impianti di home e building automation e forma i professionisti del settore.
