
Smart building 2026: il punto della situazione tra norme, incentivi e competenze
Decreto Requisiti Minimi, CAM, Cyber Resilience Act, Conto Termico 3.0 e la Case Green ancora in attesa: cosa è cambiato nel 2026 per gli edifici intelligenti e cosa aspe...
Aggiornato al 8 ottobre 2026
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Un anno fa, su queste pagine, avevamo fatto il punto sullo stato dell'arte degli edifici intelligenti alla fine del 2025. Dodici mesi dopo, il quadro è cambiato più di quanto molti si aspettassero. Non tanto per una rivoluzione tecnologica, quanto perché le regole del gioco hanno iniziato a muoversi tutte insieme: decreti entrati in vigore, incentivi riscritti, obblighi europei che bussano alla porta. Proviamo a mettere in fila cosa è successo, cosa non è successo e cosa ci aspetta.
Il 2026 delle norme: tre cose sono cambiate davvero
La prima è il nuovo Decreto Requisiti Minimi, in vigore dal 3 giugno. Per la prima volta l'automazione degli edifici diventa un requisito di progetto: sistemi BACS in classe B o superiore negli edifici non residenziali nuovi o in ristrutturazione importante, e in quelli esistenti con impianti termici oltre 290 kW. Insieme ai BACS entra nel perimetro anche la ricarica dei veicoli elettrici, con obblighi che toccano persino gli edifici non residenziali esistenti con più di venti posti auto.
La seconda sono i nuovi Criteri Ambientali Minimi per l'edilizia, in vigore da febbraio, che hanno alzato l'asticella per gli appalti pubblici e reso il BIM uno strumento sempre più centrale nella progettazione degli edifici pubblici.
La terza riguarda la sicurezza informatica. Dall'11 settembre il Cyber Resilience Act è entrato nella sua prima fase operativa: i fabbricanti di prodotti connessi devono segnalare entro 24 ore le vulnerabilità sfruttate, anche sui dispositivi già installati. Per il mondo della building automation significa che la sicurezza dei prodotti smette di essere una dichiarazione commerciale e diventa un obbligo con scadenze e sanzioni.
Gli incentivi: il Conto Termico 3.0 parla la lingua dei BACS
Sul fronte degli incentivi la novità più rilevante per il nostro settore è il Conto Termico 3.0, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a settembre 2025. Tra gli interventi incentivati c'è esplicitamente l'installazione di tecnologie di building automation per gli impianti termici ed elettrici degli edifici esistenti, con un incentivo erogato in cinque anni. E il riferimento tecnico è lo stesso del Decreto Requisiti Minimi: la UNI EN ISO 52120-1, con la classe B come soglia, e la Guida CEI 205-18 come riferimento per la progettazione.
È un segnale importante: per la prima volta obbligo e incentivo usano lo stesso linguaggio. Chi progetta un sistema in classe B per rispettare il decreto ha già in mano metà del lavoro per accedere all'incentivo, e viceversa.
Quello che non è successo: la Case Green
Il grande assente del 2026 è il recepimento della Direttiva Case Green, la EPBD IV. La scadenza europea era il 29 maggio 2026, ma nessuno Stato membro ha completato il processo, e il 15 luglio la Commissione ha aperto una procedura d'infrazione nei confronti di tutti e ventisette i Paesi, Italia compresa. Già a marzo l'Italia era finita tra i diciannove Stati richiamati per non aver consegnato la bozza del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
Il ritardo è generalizzato, ma non deve trarre in inganno. La direttiva è legge europea, e gli obiettivi che porta con sé, dalla progressiva decarbonizzazione del parco edilizio allo Smart Readiness Indicator, dagli obblighi di automazione estesi al solare sugli edifici, arriveranno. Chi progetta oggi un edificio che resterà in piedi fino al 2080 farebbe bene a progettarlo pensando a quelle regole, non solo a quelle in vigore.

Il mercato: la tecnologia c'è, manca la cultura
Sul piano del mercato, i numeri raccontano un settore in movimento. Secondo l'Energy Efficiency Report 2025 del Politecnico di Milano, nel 2024 in Italia sono stati investiti tra i 58 e i 66 miliardi di euro in efficienza energetica, circa la metà nel residenziale. Le stime degli analisti di mercato, riprese anche dalle linee guida sulla cybersecurity degli smart building della Smart Buildings Alliance, descrivono il comparto italiano come uno dei più dinamici in Europa, trainato soprattutto dalle ristrutturazioni.
Ma è lo stesso rapporto del Politecnico a indicare il vero collo di bottiglia: i sistemi di building automation hanno ritorni economici rapidi, eppure la loro adozione resta limitata da ostacoli culturali, organizzativi e di competenze. Non è un problema di prodotti, che sul mercato ci sono e funzionano. È un problema di persone che sappiano progettarli, venderli, installarli, metterli in servizio e soprattutto spiegarne il valore a chi deve pagarli.
È esattamente il motivo per cui la formazione, e la definizione di figure professionali riconosciute per la progettazione e l'integrazione dei BACS, è uno dei temi su cui si giocherà la partita dei prossimi anni.
Le tendenze tecnologiche da tenere d'occhio
Sul fronte tecnologico, il 2026 ha consolidato tre direzioni. La prima è l'intelligenza artificiale applicata alla gestione degli edifici: non più come promessa, ma come strumento concreto per l'analisi dei consumi, la diagnosi dei guasti e l'ottimizzazione degli impianti, a patto di avere dati affidabili da cui partire. La seconda è il dialogo tra edificio e rete elettrica: con fotovoltaico, accumuli, pompe di calore e colonnine di ricarica, l'edificio diventa un nodo attivo che può spostare i propri consumi e offrire flessibilità. La terza è la convergenza tra mondo professionale e consumer, con standard come Matter che avvicinano dispositivi pensati per il grande pubblico agli impianti progettati.
Il filo che lega tutte e tre è lo stesso: i dati. Un edificio che non misura, non può essere ottimizzato da nessuna intelligenza, artificiale o umana.
Cosa aspettarci dal 2027
Guardando avanti, le date da segnare sono chiare: il recepimento della Case Green, che prima o poi dovrà arrivare, e l'11 dicembre 2027, quando il Cyber Resilience Act sarà pienamente applicabile con la marcatura CE estesa alla cybersicurezza. In mezzo, la diffusione dei nuovi obblighi sui progetti reali e i primi controlli.
Per chi possiede o gestisce edifici, il consiglio pratico è di non aspettare il recepimento per muoversi. Una verifica dello stato dell'automazione esistente, dei consumi e delle potenze installate permette già oggi di capire quali obblighi scattano, quali incentivi si possono intercettare e quali interventi conviene programmare insieme. Per progettisti e integratori, invece, è il momento di investire su metodo e documentazione: tabelle delle funzioni BACS, messa in servizio verificata, gestione degli aggiornamenti di sicurezza. Sono le cose che nei prossimi controlli faranno la differenza tra un progetto conforme e uno solo dichiarato tale.
Il messaggio, per chi lavora in questo settore, è che il tempo delle sperimentazioni è finito. Gli edifici intelligenti non sono più un'opzione per pochi committenti illuminati, ma la direzione obbligata indicata da norme, incentivi e mercato. La differenza, da qui in avanti, la faranno le competenze.
Domande frequenti
Quali sono le principali novità normative del 2026 per gli smart building?
Il nuovo Decreto Requisiti Minimi in vigore dal 3 giugno, con BACS in classe B e ricarica dei veicoli elettrici; i nuovi CAM Edilizia in vigore da febbraio; l'avvio, l'11 settembre, degli obblighi di segnalazione del Cyber Resilience Act.
Il Conto Termico 3.0 incentiva la building automation?
Sì. Tra gli interventi incentivati c'è l'installazione di tecnologie di building automation degli impianti termici ed elettrici negli edifici esistenti, con riferimento alla UNI EN ISO 52120-1 e alla classe B, e alla Guida CEI 205-18 per la progettazione.
L'Italia ha recepito la Direttiva Case Green?
Non ancora. La scadenza era il 29 maggio 2026; il 15 luglio la Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione verso tutti e ventisette gli Stati membri per il mancato recepimento.
Qual è il principale ostacolo alla diffusione dei BACS?
Secondo l'Energy Efficiency Report 2025 del Politecnico di Milano, nonostante i ritorni economici rapidi l'adozione resta limitata da ostacoli culturali, organizzativi e di competenze.
Alessio Vannuzzi è ingegnere elettronico, CEO di Ohmega Progettazioni e KNX Tutor. Coordina KNX Professionals Italia ed è membro del CEI CT 205 e della commissione UNI/CT 272 del CTI. Dal 2009 progetta impianti di home e building automation e forma i professionisti del settore.
